Autunno in arrivo. Il tempo sta per cambiare
Non è una questione stagionale: è legata alla netta sensazione che nel nostro paese stia per arrivare un fortissimo cambiamento. Un autunno molto preoccupante, che rischia di essere caldissimo e freddissimo.
La crisi economica sembra sia, se non finita, rallentata.
Paradossalmente della crisi sembra se ne siano accorti in pochi, addirittura che quelli che l'han subita - e son tanti - o non l''hanno manifestata o han fatto finta di niente.
Eppure si annunciano altri 400.000 posti di lavoro in meno, gli ammortizzatori sociali sono esauriti, le città piccole e grandi, le province, le regioni sono stremate dai tagli e annunciano di non poter riuscire a garantire le minime misure sociali, dei trasporti, dell'istruzione...
Ma la crisi economica, percepita o meno, è nulla di fronte alla crisi valoriale che attraversa impetuosamente l'Italia: dalle istituzioni alle "classi sociali" ammesso che esistano ancora; in particolare sembra quasi del tutto scomparsa una classe dirigente: politica, economica, sociale, culturale.
Lo scempio quotidiano che si sta facendo delle istituzioni è pericolosissimo. L'incapacità politica di governare questa crisi è appalesata dalle grida di chi vuole le elezioni per non dover render conto più a nessuno delle leggi ad personam e ad aziendam, con un preoccupante e sostanziale silenzio di chi non le vuole perchè non è pronto, che li rende di fatto complici.
Il cambiamento è già in atto in Italia. L'illusione consumistica di avere soldi, potere, successo (e stendiamo un velo pietoso sui comportamenti "privati")... non poteva diventare stile di vita maggioritario: perchè si basa sul fatto che è per pochi a danno di tanti. E' diventato "egemone" come modello culturale per quasi ventanni, ma non essendo il ventennio di infausta memoria - e meno male - non poteva reggere in sè. Figurarsi di fronte a una crisi economica globale, tuttora in corso.
Ora ci aspetta un periodo ancor più difficile; non si escludono tensioni sociali, paure alimentate dal ricorso alla figura del "nemico esterno", sporco e cattivo che ruba, stupra, giocando al rilancio: dall'extracomunitario sul barcone, allo zingaro comunitario (come stanno già facendo in Francia, subito imitati dai nostri baldi "nordisti").
Occorre contrastare questa congiuntura: il nemico è chi agita e alimenta queste paure.
E' maldestro e sciocco chi continua ancora a non vedere la pericolosità di questo clima: non facciamoci irretire da chi si proclama come tutore dei nostri fiumi, delle nostre acque, della nostra terra... e poi istiga odio contro i diversi, contro i più deboli, contro tutti gli "altri": in tempi di crisi il razzismo è strumento sovrano di manipolazione delle paure della gente.
Terra è Libertà, con le minuscole e le maiuscole: non è una proprietà di cui abusare.
L'anno 2009/2010, per chi come noi promuove stili di vita solidali e consumi etici, per chi sperimenta coesione sociale ed economia solidale è stato un periodo molto duro, a cui abbiamo retto "non mollando".
L'anno 2010/2011 si aspetta ancora più difficile.
E' una difficoltà nuova: oltre al "non mollare", dovremo con tutte le nostre forze essere promotori di consapevolezza e di responsabilità. Cose pratiche, e perciò molto difficili: cambiare stili di vita, dare valore al consumo. Dare senso alle cose.
E' tempo di promuovere il cambiamento.
Michele Papagna
presidente AceA Onlus
Associazione Consumi Etici e Stili di vita solidali
post scriptum:
nel torrido agosto se n'è andato Salvatore, persona Gentile, di nome e di fatto, mite e colta, molto colta.
ciao Salvatore, salutaci Federico.
Michele Papagna, Presidente AceA Onlus, Associazione Consumi Etici e Stili di vita solidali